La Legge di Bilancio 2026, approvata definitivamente il 31 dicembre 2025, introduce un cambio di passo decisivo nella gestione del caro materiali nei cantieri pubblici. Dopo anni di misure straordinarie e ristori complessi, il legislatore sceglie una soluzione strutturale: revisione automatica dei prezzi tramite SAL e avvio del Prezzario nazionale dei lavori pubblici.
L’obiettivo è mettere in sicurezza migliaia di cantieri ancora in corso, soprattutto quelli aggiudicati prima dell’entrata in vigore del Codice appalti 2023 (D.Lgs. 36/2023).
Revisione prezzi automatica: come funziona dal 2026
Dal 1° gennaio 2026, per i contratti esclusi dal Codice 2023, la revisione prezzi avverrà direttamente in contabilità, attraverso l’aggiornamento degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL).
Il nuovo meccanismo sostituisce la logica dei ristori a domanda con un sistema ordinario, applicabile automaticamente alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal 2026 fino a fine lavori.
A quali contratti si applica
La norma (commi 490-493) riguarda:
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appalti pubblici di lavori, inclusi quelli a contraente generale;
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accordi quadro di lavori;
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contratti aggiudicati secondo la disciplina pre-Codice 2023;
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procedure con termine di presentazione delle offerte entro il 30 giugno 2023.
Prezzari regionali al posto di indici e clausole
Dal 2026 i SAL devono essere redatti applicando:
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prezzari regionali e provinciali (art. 41 D.Lgs. 36/2023);
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oppure prezzari speciali, dove previsti.
L’aggiornamento:
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opera in aumento o in diminuzione;
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si applica al netto del ribasso d’asta, che resta valido anche sulla nuova base prezzi;
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prevale su clausole contrattuali e indici inflattivi.
Due livelli di riconoscimento degli extracosti
Il legislatore distingue due aliquote:
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90% dei maggiori importi per contratti con offerte presentate entro il 31 dicembre 2021;
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80% per contratti con offerte tra 1° gennaio 2022 e 30 giugno 2023.
Non viene coperto il 100% dell’extracosto, ma si garantisce una regola uniforme e automatica.
Coperture finanziarie: prima le risorse interne
I maggiori oneri devono essere coperti prioritariamente con:
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fondi per imprevisti nel quadro economico (fino al 70%);
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ribassi d’asta disponibili;
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eventuali economie da varianti in diminuzione.
Quando l’utilizzo supera l’80% delle risorse disponibili, le stazioni appaltanti devono attivare per tempo il reintegro, anche tramite rimodulazioni della programmazione. In pratica: prima chiudere i cantieri in corso, poi avviarne di nuovi.
FS, ANAS e settori speciali
Per i contratti di FS e ANAS:
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proroga dell’attuale disciplina fino all’adozione dei nuovi prezzari e comunque non oltre il 31 dicembre 2026;
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per alcuni interventi ferroviari PNRR/PNC, esclusione valida fino a fine lavori;
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dal 2026 adeguamento massimo entro il 35%, calcolato al netto di eventuali aggiornamenti monetari già previsti dal contratto.
Ricognizione MIT entro 90 giorni
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà effettuare una ricognizione degli interventi interessati entro 90 giorni, indicando risorse, cronoprogrammi e stato dei lavori. Un passaggio fondamentale per l’applicazione corretta della revisione prezzi nei singoli cantieri.
Arriva il Prezzario nazionale dei lavori pubblici
Entro giugno 2026 sarà adottato il Prezzario nazionale, aggiornato annualmente.
Non sostituirà quelli regionali e non sarà vincolante, ma servirà come riferimento tecnico per confrontare gli scostamenti territoriali.
A supporto nasce presso il MIT un Osservatorio sperimentale sui prezzari, con funzioni di monitoraggio dei mercati, analisi dei dati e verifiche di congruità, soprattutto per gli appalti di maggiore importo.